BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA DI TORINO

Patrimonio manoscritto

        Il patrimonio manoscritto della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino proviene in gran parte dalle collezioni di Casa Savoia. Ammontante almeno a 4500 unità agli inizi del Novecento, la raccolta fu gravemente danneggiata nell'incendio del 1904. L'intero fondo è di estremo interesse sia per i testi conservati sia per la storia dei supporti scrittorii (si conservano, infatti, anche due manoscritti in lingua indiana su foglie di palma, alcuni papiri copti e un rotolo membranaceo in lingua ebraica databile al secolo XVIII) sia per la storia della miniatura.

        Il patrimonio manoscritto presente in Biblioteca prima del 1904 è diviso secondo la lingua tra codici in alfabeto orientale (ebraico, arabo, persiano e turco), codici in alfabeto greco e manoscritti in alfabeto latino (latini, italiani, francesi, spagnoli); a questo si aggiunge un fondo, denominato Nuove Accessioni, in cui sono collocati manoscritti e documenti entrati in Biblioteca dopo la data del 1904.

        Della ricchissima raccolta di opere ebraiche possedute dalla Biblioteca prima del 1904, considerata nel passato una delle collezioni più ricche e più complete d'Europa, sopravvivono oggi solo un centinaio tra codici e frammenti databili tra il XII e il XVI secolo. Tra i manoscritti più significativi segnaliamo il codice scritto a Ferrara nel 1472 contenente l'opera Quatuor Ordines di Jacob Ben Ascer, ricco di pregevoli miniature; e la versione ebraica del Commento Medio alla Metafisica di Averroè condotta da Zerahyah nel 1284.

        Altrettanto importante e ricco era il fondo manoscritto comprendente codici e documenti in arabo, persiano e turco, gravemente danneggiato nell'incendio del 1904. Tra i manoscritti più significativi è da segnalare il Trattato di medicina in lingua araba di ar-Razi (Rhasis) del secolo XIV, di cui la Biblioteca possiede anche una traduzione latina manoscritta del secolo XV appartenuta al cardinale Domenico della Rovere.

        Il fondo manoscritto greco della Biblioteca ducale, la cui consistenza fu notevolmente incrementata da Carlo Emanuele I di Savoia, contava almeno 405 codici prima del 1904. La sezione, gravemente danneggiata dall'incendio, conserva oggi un fondo di alcune centinaia di codici, dei quali quelli miniati o decorati ammontano a circa novanta, databili dal X al XVI secolo. Tra i codici più antichi particolarmente significativi sono il Teodoreto (fine del secolo X o inizio del secolo XI) con miniature che riproducono su fondo oro i medaglioni dei 22 Profeti e il Gregorio Nazianzeno (fine del secolo XI o inizio del secolo XII.

        Il fondo manoscritto in alfabeto latino è costituito da codici latini, francesi, italiani e spagnoli. Tra i codici più significativi sono da segnalare un manoscritto della metà del secolo IX contenente il trattato di Rabano Mauro De Laudibus S. Crucis; il Commento all'Apocalisse di Beatus di Liebana, copia catalana (secolo XI-XII) del Beatus visigotico della cattedrale di Gerona, databile al 975; il celebre codice k dei Vangeli, che contiene una traduzione dei Vangeli di Marco e di Matteo precedente alla Vulgata, scritto probabilmente in Africa nel IV-V secolo e proveniente da Bobbio; il manoscritto della Bibbia legato alla produzione "sveva" dell'Italia meridionale negli anni di Federico II, Manfredi e Corradino; il cosiddetto Messale Rosselli di proprietà del cardinale Nicolò Rosselli databile al secolo XIV, legato alla cultura catalana del periodo; l'Historia Naturalis di Plinio, realizzato fra il XV e il XVI secolo per la famiglia Gonzaga, con miniature attribuite alla scuola di Mantegna; il Mondo Creato di Torquato Tasso databile tra la fine del secolo XVI e gli inizi del secolo XVII.

        Tra i codici entrati in Biblioteca dopo il 1904 particolarmente significativi sono gli statuti di Chieri e di Ronco Canavese; autografi di Foscolo, di Gioberti, di Pellico, di Tommaseo; il fondo delle opere manoscritte e a stampa di Clarice Tartufari; gli archivi di Giovanni Flechia, di Alberto Nota, di Felice Romani e della famiglia Peyron.

 

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ms.D.I.21, c. 19r - Clicca per ingrandire l'immagineMessale romano (Messale Rosselli),
ms.D.I.21, c. 19r
Ms. membranaceo, lat., miniato, secolo XIV (1361)
ms.E.I.1, c. 310r - Clicca per ingrandire l'immagineDigestum vetus,
ms.E.I.1, c. 310r
ms.J.I.22-23, c. 436r (min. n. 22) - Clicca per ingrandire l'immaginePlinius Caius Secundus, Historiae Naturalis libri,
ms.J.I.22-23, c. 436r (min. n. 22)
Ms. membranaceo, sec. XV (anni 1463-1506), lat., miniato
ms.D.VI.2, cc. 1v-2r - Clicca per ingrandire l'immagineBreve dicendorum compendium,
ms.D.VI.2, cc. 1v-2r
Ms. membranaceo, sec. XV, lat., miniato
ms.J.II.1, cc. 45v-46r - Clicca per ingrandire l'immagineBeatus Liebanensis, Commentarius in Apocalypsim, et alia (lat.),
ms.J.II.1, cc. 45v-46r
Ms. membranaceo, sec. XI-XII.